La ditta non paga i contributi? Ristrutturare mi costa il doppio.

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Mettiamo che io ho un negozio, e lo voglio ristrutturare.
E che i lavori mi costano cinquemila euro.
Ipotizziamo che io incarichi la ditta X, e che questa subappalti alla ditta Y.
Se una delle due non paga i contributi, io potrei ricevere una multa.
Ammontare minimo?
Cinquemila euro.

Ma l’esempio potrebbe anche essere un altro.

E cioè.
Invece che ristrutturarlo, il negozio, decido di costruirlo.
E anche le ditte che eseguono le opere non pagano i contributi.

In questo caso (maggior importo lavori) la multa che potrei pagare, potrebbe arrivare a duecento mila euro.

Difficile da credere, vero?







1. La solidarietà negli appalti.

Del principio della solidarietà negli appalti si è parlato molto.

Ma l’impressione generale è che riguardi solo le ditte edili.
Invece riguarda anche gran parte dei committenti.
E cioè tutti coloro che dispongano di partita iva, e che intendano detrarre i costi delle opere commissionate.
E – in ogni caso – le società.

Questi soggetti non sono direttamente solidali con le ditte inadempienti, ma di riflesso.
E cioè attraverso le multe
anzidette (salatissime).
Per assodarlo ci si deve addentrare nei meandri di una legislazione complessa.
Con molti rimandi, e modifiche a leggi precedenti.
Ma sembra proprio che sia così.

Ebbene.
La solidarietà negli appalti è un concetto introdotto nel 2003 dalla Legge Biagi.
Che riservava questa responsabilità agli appalti per servizi, ed al committente imprenditore o datore di lavoro.
Nel 2006 è stata estesa (per opere e forniture) al committente che esercitasse attività commerciale.
All’inizio del 2012 è stata sostanzialmente riconfermata.
Ma poi (con il c.d. decreto sviluppo) sembra sia stata estesa a tutti coloro che abbiano una partita IVA.
Vedere per credere.

2. Come correre ai ripari.

Può darsi, anzi spero,  che giunga la smentita di qualche giurista.

Ma nel dubbio è meglio tutelarsi.
E per farlo non bastano i documenti classici, utili a verificare l’idoneità professionale della ditta.
Infatti la legge richiede di accertare che le ditte abbiano pagato i contributi.
Ma è praticamente impossibile.

Se ne sono accorti anche all’Agenzia delle Entrate.
Infatti con una apposita circolare hanno spiegato che per assolvere al compito di “accertare”, basta richiedere alle ditte un autocertificazione prima di ogni pagamento.
E con una circolare successiva hanno precisato che non vale solo per l’edilizia ma per tutti i contratti di appalto e subappalto di opere e servizi stipulati (o rinnovati) dopo il 12 Agosto 2012.

Purtroppo l’agenzia delle entrate non è stata così solerte, da predisporre anche i modelli.
Le autocertificazioni vanno quindi redatte volta volta, secondo i dettami delle circolari anzidette.


 3. Primo aggiornamento.

Il 13 Dicembre 2014 è entrato in vigore il cosiddetto Dlgs semplificazioni fiscali, che ha abrogato i commi da 28 a 28ter dell’art.35 del decreto legge 223/2006.
Quindi il problema sembra superato.
Meglio comunque richiedere e conservare il Durc di tutte le ditte incaricate.
Oltre a tutti gli altri documenti volti a verificare l’idoneità professionale di una ditta (dlgs 81/08)
L’Agenzia delle Entrate ha anche emesso una successiva circolare con dei “primi chiarimenti”, ma l’intento non sembra troppo riuscito; se vuoi leggerla clicca qui.


 4. Secondo aggiornamento.

In vista del referendum fissato per il 28 Maggio 2017, la responsabilità solidale è stata reintrodotta.
Prima ancora che i cittadini si potessero esprimere.
Infatti con il DL 25/2017 sono stati soppressi alcuni comma che erano stati introdotti nel 2012.
Quindi si torna indietro fino al 2003, quando i beni del committente potevano essere aggrediti persino prima di quelli dell’appaltatore e del subappaltatore.



Per approfondire.

Se vuoi verificare il tutto, puoi farlo consultando le norme citate, direttamente ai siti istituzionali:

“Legge Biagi”
Conversione in legge del “Decreto Bersani”
– Legge 35/2012
Dl 25/2017

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Ti volevo solo dire – se non lo sai già – che StudioPCG è uno studio di geometri con sede in Firenze (ci potrai conoscere meglio cliccando sul link).


La tua opinione.

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