Fattura elettronica: come emetterla senza il codice destinatario Sdi.



Per fare una fattura elettronica
e inviarla a un cliente, senza impostare il suo codice destinatario, basta mettere sette zeri (0000000), al posto del codice.

Questo metodo ti permette di fatturare, evitando problemi con il Sistema di Interscambio.

E – dall’altro lato – consente ai tuoi fornitori di emettere la fattura elettronica a tuo carico (o alla tua impresa), senza che tu debba per forza avere o richiedere un codice destinatario.

Tuttavia questo stratagemma può presentare degli inconvenienti.
Quali?
Potrai saperlo continuando a leggere scorrendo giù.

Non cliccare… >>> Come trovare il Codice Univoco Ufficio e il codice Ipa per la FatturaPA

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 1. Cos’è il codice Sdi?

Il codice Sdi (o codice destinatario) è un codice alfa-numerico di 7 cifre (tipo questo: KRRH6B9).

Si chiama così perché senza quel codice la fattura elettronica non può essere emessa, oppure viene rifiutata dal Sistema di Interscambio (detto Sdi, appunto).

A differenza del Cuu (anche detto codice Ipa), il codice destinatario di un privato, di un’impresa o di un’azienda, non si può trovare in un elenco pubblico.

Per cui capita spesso, di emettere la fattura elettronica senza quel codice.

Abbiamo già visto come fare, ma più avanti approfondiremo meglio.
Non prima di aver chiarito altre questioni.



 2. Cos’è il Sistema di Interscambio?

Il Sistema di Interscambio (Sdi) è un complesso di software ministeriali che controlla e smista le fatture digitali.

Quindi le controlla e (se vanno bene) le recapita ad un ufficio della Pubblica amministrazione, oppure a qualsiasi azienda, impresa, o consumatore finale che abbia la Pec, o che sia in possesso di un codice destinatario.

In pratica, quando hai preparato una fattura elettronica, la devi inviare allo Sdi, e lui la recapiterà in questi tre modi:

  • alla Pec del cliente,
  • sul portale del suo software gestionale di fatturazione elettronica,
  • nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

La puoi mandare al sistema di interscambio anche allegandola ad un semplice messaggio di Posta elettronica certificata.

L’indirizzo è questo:
sdi01[chiocciola]pec.fatturapa.it

L’indirizzo anzidetto è valido anche per la fattura elettronica B2B e B2C, anche se il nome del dominio ricorda la FatturaPA.

Fidati.




 3. Qual è la differenza tra codice SDI e codice univoco ufficio ?

Il Codice univoco ufficio (Cuu) è un codice alfa-numerico di sei cifre, ed è relativo a una Pubblica amministrazione (Pa) o a un suo specifico ufficio.

Siccome il codice destinatario è anche detto codice Sdi, si può dire che il Cuu è anch’esso un codice Sdi.

Infatti identifica il destinatario della fatturaPA.

Il Cuu è anche detto codice Ipa perché si trova nel sito dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (Ipa).

Inoltre tutti i codici che seguono (compresa la Pec) vengono chiamati dall’Agenzia delle Entrate, indirizzo telematico:

  • codice destinatario,
  • codice univoco ufficio
  • codice Ipa
  • identificativo Sdi.

Tutto chiaro?



 4. Dove si trova il codice destinatario?

Se stai cercando il codice destinatario di un’azienda per mandargli una fattura digitale stai perdendo tempo.
E’ quella azienda che ti deve comunicare il suo codice Sdi.

Infatti quel codice non lo trovi in un elenco generale e neanche nel sito fatture e corrispettivi.

Te lo può dare solo il cliente a cui tu devi fatturare.

E lui lo può avere solo se lo ha richiesto ed ottenuto da un gestionale o da una software house che offra il servizio di fatturazione elettronica.

 5. Come posso emettere una fattura se non ho il codice del destinatario?

Senza il codice destinatario si può sempre preparare una fattura elettronica B2B (impresa, azienda) o B2C (consumatore finale), inviandola attraverso il Sistema di interscambio.

Ma è una procedura da adottare solo in alcuni casi.
Per esempio quando devi fatturare per forza, ed il tuo cliente non può darti il suo codice Sdi.

In questo caso puoi “forzare” l’invio, mettendo “0000000” (e cioè, sette volte zero) al posto del codice Sdi.
E – se ce l’hai – è meglio indicare anche la Pec del destinatario;
così da avere la data certa dell’invio, e della sua ricezione.

Se non sai come trovare la Pec, sul nostro sito trovi una spiegazione abbastanza esauriente, ci puoi andare anche adesso.

Se il cliente non ha la partita Iva, devi sempre mandare una copia analogica della fattura elettronica, precisando che l’originale è a sua disposizione nel sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

 6. Posso emettere una fattura normale al posto della e-fattura?

Se prima di aver fatto quella elettronica, trasmetti una fattura con il metodo tradizionale (per esempio inviando un Pdf), non hai emesso alcuna fattura.

E sono problemi gravi.

Oggi – infatti – “fatturare” significa questo:

  • aver preparato una fattura elettronica,
  • averla inviata al sistema di interscambio,
  • aver ricevuto una ricevuta di recapito, una ricevuta di consegna, o (al limite) una ricevuta di mancata consegna (a volte c’è da aspettare anche qualche giorno).

Compiuto questo processo tu hai fatturato, e puoi anche preparare una copia della fattura (anche cartacea) con il metodo tradizionale, e mandarla al cliente nel modo che tu preferisci.

Anzi è meglio se lo fai.

Perché se hai impostato sette zeri, o se hai ottenuto una ricevuta di mancata consegna, il tuo cliente potrebbe essere all’oscuro della tua fatturazione.

Attenzione, meglio ripeterlo:
In questo caso devi mandare una “copia” precisandolo per iscritto (per esempio scrivendo “che si tratta della copia della fattura a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate” ).

Se invece ottieni una ricevuta di scarto, c’è qualcosa che non va.
In tal caso devi riprovare a fatturare (entro 5 giorni, senza cambiare né la data né il numero di fattura).

Attenzione: se il sistema di interscambio rifiuta la tua fattura, restituendoti una ricevuta di scarto, tu non hai emesso la fattura.

E se hai già inviato il Pdf al tuo cliente, ti potrebbero sanzionare.

 

 7. Quando deve essere emessa la fattura elettronica?

La fattura elettronica deve essere fatta ed inviata il giorno stesso della riscossione (e cioè entro le ore 24).
Ma l’adempimento può essere rimandato fino al dodicesimo giorno dopo quello del pagamento.

Quando la fattura viene emessa (cioè trasmessa al Sistema di interscambio) in uno qualsiasi tra il giorno 2 ed il giorno 12 (rispetto a quello della riscossione), bisogna indicare la data effettiva  del pagamento stesso (bonifico, assegno, contanti ecc.).

 8. Come si richiede ed ottiene il rilascio di un codice destinatario univoco per la fattura elettronica?

Il codice destinatario univoco non puoi richiederlo né al Sistema di Interscambio, né all’Agenzia delle Entrate né sul sito Fatture e Corrispettivi.

Per lo meno per te e per la tua azienda.

Tranne che la tua azienda non sia una software house o uno studio commerciale che ha in animo di attivare un canale per offrire il servizio di fatturazione elettronica.

Infatti se tu decidi di affidarti al servizio di fatturazione offerto gratis dall’Agenzia delle Entrate, le fatture passive te le ritrovi lì, oppure le ricevi via Pec.

Invece quando fatturi affidandoti ad un portale o un software, in alcuni casi ti viene assegnato un codice destinatario che ti può consentire di visualizzare le fatture, direttamente su quel portale o tramite quel software.

Sia le tue notule, sia quelle che i fornitori emettono a tuo carico.

Così potrai evitare di ricevere tutte le fatture elettroniche passive (cioè quelle che tu paghi) sulla casella di posta elettronica certificata, o – peggio ancora – andartele a cercare sul sito Fatture e corrispettivi.

 

 9. Come si decide il metodo di ricezione delle fatture passive?

Tutte le fatture passive emesse a tuo carico, ti vengono messe a disposizione nel sito dell’Agenzia delle Entrate.
Se invece preferisci riceverle via Pec, o direttamente su un portale di fatturazione elettronica a pagamento, devi comunicarlo a tutti i tuoi fornitori o (meglio ancora) all’Agenzia delle Entrate.

Come?

Accedendo nella specifica area del sito Fatture e Corrispettivi e comunicando – a tua scelta – uno dei seguenti dati:

  • codice destinatario che ti è stato assegnato dal tuo software di fatturazione,
  • un indirizzo di Posta Elettronica Certificata.

A questo punto ogni fattura che viene emessa col tuo codice fiscale, ti verrà recapitata nel modo che tu hai scelto.

E cioè, rispettivamente:

  • sul portale di fatturazione a cui ti sei iscritto,
  • sulla Pec che hai comunicato.

Infatti il Sistema di Interscambio “vede” il tuo codice fiscale e “decide” di mandartela proprio in uno dei modi che tu hai – precedentemente – scelto.

E questo metodo dovrebbe funzionare anche sei il tuo fornitore non ha la tua Pec e il tuo codice destinatario.

 

 10. Come si fa la fattura elettronica a uno straniero?

Se devi mandare una fattura elettronica all’estero, devi mettere “XXXXXXX” al posto del codice destinatario.
Questo metodo vale per tutte le aziende (B2B) e tutti i consumatori finali (B2C) che non sono stabiliti (o identificati) in Italia.

In questo caso devi anche compilare il cosiddetto “esterometro”, entro la fine del mese successivo.
Devi farlo anche se vuoi scaricare l’Iva per cose acquistate da una impresa straniera non stabilita in Italia.

Sembra una circostanza abbastanza inconsueta, ma non lo è se compri su Internet.

 

 11. Qual’è il numero verde dell’Agenzia delle Entrate per la fatturazione elettronica?

Il numero verde dell’Agenzia delle Entrate da chiamare per avere informazioni sulla fatturazione elettronica, è questo:

800-299940

Puoi chiamare per verificare tutte le notizie che ti abbiamo dato.
Oppure per chiarire altri dubbi.

 


. Per approfondire


Se vuoi saperne di più, ti suggerisco i link che seguono:

L’Agenzia delle entrate ha rilasciato alcune interessanti spiegazioni e utilità:

Anche alcuni ordini professionali si sono attivati con degli ottimi documenti ufficiali.

Sono molto interessanti anche per quelle categorie di professionisti che non vi appartengono (anche ditte o artigiani):

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42 risposte a Fattura elettronica: come emetterla senza il codice destinatario Sdi.

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