Processo telematico: come inviare un documento via Pec.

Con il processo telematico, in tribunale, ci vai sempre di meno.
I motivi sono tanti. Ma quello principale è uno solo.
Infatti puoi (anzi devi) inviare  tutto via internet (atti, istanze, relazione di Ctu, ecc.).
Ed è senz’altro un vantaggio.

Molto più pratico che:
stampare, rilegare, e firmare; per poi affrontare il traffico, e le code in cancelleria.

Ma a volte può sembrare più difficile.

Le istruzioni che seguono ti guideranno nell’invio del tuo documento, tramite un semplice messaggio di posta elettronica certificata.
In pochi agevoli passaggi.

Sei pronto?
Allora comincia aprendo il tuo client di posta elettronica (Outlook, Thunderbird, ecc.), o la tua webmail.
Ed imposta un nuovo messaggio di posta elettronica certificata.
E vedremo come fare.

Ma prima seguimi durante alcune verifiche.



2014-08-22 photo credit - courtesy of photorack.net - processo telematico busta telematica rdac pec - studiopcg - consulenze immobiliari in firenze - pezzoli e carniani

 1. Pct: come si ottiene il permesso di accesso al fascicolo?


Anche solo per fare una prova, devi essere in possesso di un atto vero pronto per essere consegnato  (se non ce l’hai, salva questa pagina e torna al momento giusto).

Quell’atto sarà relativo ad un certo procedimento (lo chiameremo “PROCEDIMENTO r.g.1234567/1926”).
Ebbene: sei sicuro di avere i permessi di accesso al fascicolo telematico del “PROCEDIMENTO r.g.1234567/1926”?

Se hai ricevuto una comunicazione di cancelleria via Pec per il “PROCEDIMENTO r.g.1234567/1926”, probabilmente sì.
Ma altrimenti è più che legittimo avere qualche dubbio.
Infatti bisogna che in cancelleria abbiano inserito il tuo codice fiscale tra gli utenti che possono accedere al fascicolo telematico, proprio del “PROCEDIMENTO r.g.1234567/1926”.

Come saperlo?

Vi sono varie opzioni, ma adotterai la più semplice.
E cioè.
Entra nel fascicolo telematico direttamente dal sito PstGiustizia (se vuoi vacci adesso, cliccando qui).
Quando sei dentro, se vedi i documenti e li puoi scaricare, non c’è indizio più sicuro:
sei autorizzato.

Se non l’hai mai fatto, ti suggerisco di usare le istruzioni per entrare nel fascicolo telematico col portale giustizia presenti sul nostro sito (cliccando sul link che precede).


 2. Pec: qual’é l’indirizzo del mittente?


Nell’indirizzo del mittente della mail che manderai, deve figurare il tuo indirizzo di Pec.
Semplice e scontato, vero?
Non così tanto.
Infatti devi essere sicuro che il tuo indirizzo di Pec, sia quello iscritto (in maniera esatta) nel Reginde (non sai cos’è? cerca su wikipedia).
Anche questa potrebbe essere una preoccupazione ingiustificata.
Ma se non sei sicuro, ti suggerisco di accertartene adesso; l’iscrizione al Reginde è fondamentale per chi voglia interagire col tribunale via internet.

E se c’è un problema, è meglio scoprirlo ed affrontarlo prima possibile.
Al Reginde ci accedi cliccando qui, ma se trovi qualche difficoltà puoi usare la guida per controllare i tuoi dati nel Reginde, da tempo presente sul nostro sito.


 3. Pct via Pec: qual’è il destinatario? 


A quale indirizzo devi mandare il tuo messaggio di Pec?
Non certo a quello solito della cancelleria, o del giudice (nome.cognome[chiocciola]giustizia.it).

Devi inviarlo alla Pec dell’ufficio giudiziario, ci penserà il sistema a smistare la tua mail alla cancelleria giusta, in automatico.
Per essere sicuro che l’indirizzo di Pec dell’ufficio giudiziario sia proprio quello giusto, ti conviene cercare nell’apposita pagina del portale giustizia, che troverai cliccando qui.

 4. Pec: cosa si scrive nell’oggetto? 


Molta attenzione a quello che devi scrivere nell’oggetto.
Tre semplici regole.

Tassative.

  1. La prima parola deve essere: DEPOSITO (proprio così, in stampatello maiuscolo, mi raccomando).
  2. Poi devi lasciare uno spazio.
  3. E poi devi scrivere del testo libero (per esempio: “PROCEDIMENTO r.g.1234567/1926”, così riconoscerai la mail tra le altre),
  4. ma non esagerare, l’oggetto non può essere più lungo di 255 caratteri (strano vero? ma c’è chi lo ha fatto, te lo assicuro).


 5. Pec mail: cosa (non) si scrive nel testo? 

E nella mail cosa ci scrivo?

“Allego quanto in oggetto?”
“Distinti ossequi?

“Buone feste?”

No.
Meglio non scrivere nulla.

Anzi.
Se per caso c’è qualche carattere.
Anche solo una virgola
Cancella.

Togli la carta intestata o la firma, se ce l’hai.
Togli tutto.
Tanto in tribunale il testo non arriva.

E non sia mai che dia fastidio, e che la mail ti torni indietro.
Ma non basta.
Anche se non c’è scritto niente.
La formattazione del testo non deve essere impostata come “html” ma “solo testo” o “Testo Normale“.


 6. Busta via Pec: quale deve essere l’allegato?  


Adesso viene la parte più importante.
Il documento da inviare non deve superare i 30 mega (se li supera, riducilo seguendo le nostre istruzioni per ridurre le dimensioni di un Pdf.
Inoltre deve essere uno solo.
Ed il formato del file deve essere .enc.
Se il file che vuoi inviare è di altra natura.
Vuol dire che non l’hai imbustato.
E se ti stai chiedendo: IMBUSTATOOO?
Allora mi sa che hai bisogno di leggerti alcune righe – già postate sul nostro sito  – che spiegano come imbustare un atto da inviare in tribunale.
Se invece la busta ce l’hai già, e quindi hai appena allegato al messaggio di Pec il tuo file “Atto.enc,
controlla tutto e clicca su invia.

Come riassunto di tutte le regole suddette, scaricati la nostra semplice infografica che trovi qui di seguito.


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 7. Processo telematico: quante sono le ricevute?


Dopo che avrai inviato il tuo messaggio di posta certificata, riceverai almeno quattro ricevute.

  1. La prima (quasi immediata) è quella di accettazione (arriva dal tuo provider di Pec).
  2. La seconda (subito dopo) è la ricevuta di avvenuta consegna (la “famosa” Rdac, arriva dal provider di Pec del destinatario).
  3. La terza potresti riceverla anche il giorno dopo (è l’esito dei controlli automatici del server centrale, aprila sempre).
  4. La quarta è l’unica che viene generata dal click di un essere umano. E’ qualcuno in cancelleria, che ha controllato e constatato che va tutto bene. E se è positiva puoi dormire sonni tranquilli.


Ma proprio per via della componente umana…
Potrebbe arrivare anche dopo qualche giorno.
Non ti fidare se nell’oggetto c’è scritto accettazione.
La quarta ricevuta va sempre aperta.
E da qualche parte (di solito negli allegati), ci devi trovare una dicitura del tipo:
Accettazione avvenuta con successo”.

Comunque, se vuoi essere proprio sicuro, c’è un metodo infallibile.
E cioè puoi entrare nel fascicolo telematico (vedi punto 1).
E lì troverai già il tuo bel documento.
Ma sarai riuscito a depositare entro i termini?



 8. Pct: quali sono i termini di consegna? 


Hai mandato la busta proprio l’ultimo giorno utile?
Magari verso sera?
Avrai inviato in tempo?
La risposta la trovi aprendo il secondo messaggio di ricevuta; e cioè la Rdac.
Per lo meno da quando hanno approvato il decreto 90, poi convertito nella legge 114/2014 (leggiti i nostri approfondimenti cliccando sui link).

Se la data che riporta, è anteriore a quella della tua scadenza, ce l’hai fatta.
E comunque…
Sappiamo entrambi che la prossima volta, non aspetterai l’ultimo giorno.


Per approfondire.

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