La fattura elettronica e la fatturaPA.


La fatturaPA e la fattura elettronica vengono spesso confuse.
La prima è il tipo di fatturazione elettronica diretto alla pubblica amministrazione.
Per la seconda, devi pazientare un po’.
Lo vedremo più avanti.
E vedremo anche come emettere una fatturaPA.
Con software o portali che offrono servizi di fatturazione elettronica gratis.
Ma prima, meglio fare un po’ di chiarezza.

2015-01.31 fonte www.flickr.comphotos-mig-studiopcg - fattura elettronica gratis - consulenze immobiliari in firenze - pezzoli e carniani geometri



1. La fattura elettronica.

Per capire cos’è, ti faccio due esempi.
Se tu prepari una notula col computer, e consegni la stampa al cliente, tu emetti una fattura cartacea (secondo il fisco italiano, s’intende).

Per contro, se tu la scrivi a mano su un foglio di carta, la scansioni e poi la mandi via mail, tu hai emesso una fattura elettronica.

Quale è la differenza?
Semplice.

Il metodo che usi per trasmetterla al cliente.

Infatti per distinguere le fatture elettroniche da quelle  cartacee, non conta il tipo di formato originario.
Ma il formato che hanno al momento dell’invio e della ricezione, da parte del destinatario.

Così è (se vi pare),
secondo l’Agenzia delle Entrate.

Tutto ciò contrasta – forse – con l’idea che ti eri fatto.
Vero?
Ma se riesci ad assimilare il concetto, ti potrebbe anche sembrare un ottimo esempio di semplificazione.


Ebbene, se è così, modera l’ottimismo.
Se ne andrà rapidamente, se continuerai a leggere.




2. La complicazione della semplificazione…

Dunque.
Meglio ribadire.
Se tu mandi una fattura via mail, trattasi di fatturazione elettronica.
Probabilmente l’hai già fatto chissà quante volte.
E non c’è niente di più naturale, oggigiorno.
Ma secondo l’agenzia delle entrate – in questo caso – sei obbligato alla conservazione sostitutiva elettronica.

Starai pensando:
“Che c’è di strano?
Io la conservo nel computer,
protetta da password

No.
Non è così semplice.
Anzi…

C’è tutta una serie di adempimenti e responsabilità:

  • devi apporre la marca temporale,
  • garantire il rispetto delle norme in tema di corretta tenuta della contabilità,
  • garantire il rispetto delle misure di sicurezza in materia di privacy,
  • il sistema di conservazione deve consentire la funzione di ricerca e di estrazione delle informazioni (almeno per nome, Cf, e data),
  • devi redigere un manuale della conservazione sostitutiva,
  • devi comunicare all’Agenzia delle Entrate (con la dichiarazione dei redditi) il nome del responsabile della conservazione sostitutiva,
  • devi conservarla per 10 anni con “refresh” a cadenza inferiore a un lustro,

ed altri cavilli vari (che potrei aver involontariamente omesso).

Il tutto secondo specifiche ministeriali, così articolate e complesse, da essere palesemente ad esclusivo appannaggio di bravi sviluppatori di software.
Ed assolutamente avulse dal “fai da te”.

Recentemente ho avuto la fortuna di partecipare ad un seminario su questo tema.
La relatrice – preparatissima – si è soffermata sui dettami di una certa circolare dell’agenzia delle entrate (la 18E/2014).
Ed ha concluso così:
“Per essere sicuri, ed evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate,
meglio stampare tutte le fatture e mandarle con la posta ordinaria

Sì.
Hai capito bene.
Per posta.
Quella con la busta e il francobollo.

Ed era un convegno sulla fattura elettronica.
Andiamo bene…


3. La fatturaPA.

Come suggerito, tu potresti anche decidere di tornare (o rimanere) all’«età della carta».
Ma se devi riscuotere dalla Pubblica Amministrazione non c’è niente da fare.
Dimenticati del cartaceo, e persino della semplice mail.

Devi avventurarti in tutta una serie di adempimenti molto complessi, che si condensano in una sola parola: fatturaPA (anche detta Fepa o Fpa).
Per emetterla ti devi affidare a specifici portali o software di fatturazione elettronica.
Per trasmetterla devi usare un apposito sistema di interscambio (Sdi).
E per conservarla c’è il processo già brevemente descritto.

I motivi?
Non li conosco.
Me li posso solo immaginare.
E forse anche tu.

Ce ne è uno – però – abbastanza convincente:
la PA risparmia circa un miliardo l’anno (stima di previsione).

Ma non perdiamo di vista l’obbiettivo.
Tu hai fornito beni o servizi a un ministero, un agenzia fiscale o un ente nazionale di previdenza, un comune, un ordine o collegio professionale.
Vuoi vedere onorate le tue spettanze.
E per essere pagato non ti sembra giusto che tu debba – intanto – cominciare a spendere, pagando qualcuno che emetta la Fepa per te.

Oppure affrontare la spesa di un software per la fatturazione elettronica che magari ti serve solo due o tre volte all’anno.


Ebbene.
Qualche metodo c’è.
Continua a leggere e lo scoprirai.


4. Emettere una Fepa gratis.

Alcuni organismi si sono già attivati, ed offrono servizi gratuiti di fatturazione.

Ma hai bisogno di alcuni requisiti minimi; e cioè:

  • computer,
  • connessione a internet,
  • firma digitale,
  • casella di posta elettronica certificata,
  • il codice univoco dell’ufficio della PA che ti deve pagare.

Iniziamo da quest’ultimo, che è uno dei primi scogli da superare.
Il codice univoco dell’ufficio lo cerchi sul sito Ipa (puoi anche seguire le istruzioni presenti sul nostro sito, cliccando sulla scritta azzurra).

Poi, per generare la Fepa gratuitamente, puoi scaricare il software alla webpage ufficiale del “modulo fatturazione attiva”, messo a disposizione dalla regione Lazio (tramite il sito Lait – Lazio Innovazione Tecnologica).
L’installazione non è molto intuitiva, meglio seguire queste istruzioni.

Se preferisci, ci sono anche alcune valide alternative:

  • per gli avvocati il sito FatturaPA avvocati (che calcola gli importi di Iva e cassa da solo),

Alcuni dei servizi suddetti provvedono anche all’invio ed alla conservazione sostitutiva.

5. Inviare la Fepa.

Una volta preparata la fattura elettronica avrai un file tipo questo:
ITiltuocodicefiscale_00001.xml
E dovrai procedere alla firma digitale ottenendo questo:
ITiltuocodicefiscale_00001.xml.p7m
A questo punto dovrai procedere all’invio.
Puoi anche farlo allegando il file p7m ad una semplice pec da indirizzare al sistema di interscambio.

L’indirizzo pare che sia questo:

sdi01[chiocciola]pec.FatturaPa.it.


Ma forse è meglio utilizzare il servizio messo a disposizione dal ministero.
Poiché ti permette di visionare lo stato dell’invio e delle relative ricevute.
E lo trovi autenticandoti al sito fatturapa.gov.it.



6. La conservazione sostitutiva a norma di legge.

Questo è un adempimento abbastanza complesso che – ad oggi – ti costringe a rivolgerti ad alcune specifiche software house.

Tuttavia forse è meglio aspettare.
Infatti per la conservazione c’è tempo fino a tre mesi dopo la chiusura dell’esercizio finanziario.

Il tutto è comunque in rapida evoluzione, ed aggiorneremo questa web page nel caso venga attivato qualche servizio efficace e gratuito.




7. Aggiornamento: la fatturazione elettronica B2B.

In un mondo sempre più virtuale, il cammino verso la digitalizzazione del paese deve procedere per forza velocemente.
E quindi non ci dobbiamo stupire se, subito dopo il fatidico 31 Marzo 2015, venne fissata un’ulteriore scadenza.
E cioè il 1 gennaio 2017.

Dal 2017 i titolari di partita Iva che vogliono fruire di alcune semplificazioni sui loro adempimenti fiscali, possono adottare la fattura elettronica B2B (business-to-business, cercalo su wikipedia se vuoi; cliccando sulla scritta azzurra).

Godendo così dell’esenzione dallo spesometro, dalla comunicazione operazioni con paesi black list e dai modelli Intrastat.

Per capire come funziona il servizio gratuito di fatturazione elettronica, offerto (gratis) dall’Agenzia delle Entrate, clicca qui.

Ma quali sono le pubbliche amministrazioni (e non solo) per cui vige l’obbligo di fatturazione elettronica dal 31 marzo 2015?
Lo saprai continuando a leggere a pagina due (cliccando sul 2 azzurro più in basso).



Gabriele Carniani
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Gabriele Carniani

Consulente immobiliare e tecnico legale di lunga esperienza.
Da alcuni anni è molto attivo sul web.

Scrive per StudioPCG ed altri siti del settore.
Ha fondato diversi gruppi di discussione tra cui:

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11 risposte a La fattura elettronica e la fatturaPA.

  1. Angelo Giannuzzi dice:

    Non di colpa si tratta, semmai di merito. La mia non era una critica ma una constatazione più che altro rispetto all’argomento.
    Mentre ringrazio per l’aggiornamento, segnalo che il link successivo alle parole “Per capire…” apre una pagina “Errore 404”.
    Per me è sufficiente il link precedente, ma mi pare giusto che lo sappiate.
    Complimenti per il lavoro esaustivo. L’avessi trovato prima! Ci ho messo giorni, in proprio, a reperire in rete le medesime informazioni.
    Di nuovo, saluti

  2. Angelo Giannuzzi dice:

    Non ho fatto in tempo ad inserire ringraziamenti e saluti perché pensavo di avere un’anteprima del messaggio.
    Grazie dell’attenzione e
    cordiali saluti

    angelo

  3. Angelo Giannuzzi dice:

    Sono arrivato a questo articolo, molto utile a suo tempo (oggi è datato) perché, vedi punto 6, è ormai giunto il tempo di preoccuparsi della fatidica, e fantomatica, “conservazione sostitutiva” e, come feci nel tardo 2014, volevo aggiornamenti sull’argomento.
    Fin qui ho prodotto le fatture con il software di Lait (Lazio innovazione tecnologica – partecipata della regione), molto buono anche se presuppone una preparazione avanzata nell’uso del PC, e le ho inviate tramite web dal sito FatturaPa.gov dal momento che ho le credenziali AdE per Dichiarazioni e deleghe di pagamento tasse.
    FatturaPa.gov non va oltre questi servizi e ignora completamente la fase, appunto, della conservazione.
    I servizi presenti in rete non sono mai davvero gratuiti ma anche quelli economici non prevedono, se non con un aumento della spesa, di conservare le fatture PA prodotte in proprio.
    Nessuna notizia rispetto al servizio eventualmente offerto da FatturaPa?
    Oppure, in alternativa, qualche servizio veramente gratuito, o a buon mercato, per la conservazione sostitutiva?

    • Gabriele Carniani dice:

      Angelo ciao

      Hai ragione la webpage è un po’ datata
      Ma non e’ colpa nostra se siamo stati tra i primi a scriverne

      Comunque ho dato un’occhiata sul web
      Qualche novita’ in effetti c’è
      E quindi ti suggerisco di rileggere il paragrafo 7
      Che è stato appositamente modificato

      grazie
      a presto

    • Gabriele Carniani dice:

      Angelo ciao

      Hai ragione la webpage è un po’ datata
      Ma non e’ colpa nostra se siamo stati tra i primi a scriverne

      Comunque ho dato un’occhiata sul web
      Qualche novitA’ in effetti c’è
      E quindi ti suggerisco di rileggere il paragrafo 7
      Che è stato appositamente modificato

      grazie
      a presto

  4. Pingback:studiopcg.com: La fattura elettronica e la fatturaPA - Generazione2000

  5. Gabriele Carniani dice:

    Carissimo Antonio
    Grazie per il post
    E per il sito che suggerisci
    Anche se vi viene descritto
    UN SOFTWARE CHE NON E’ GRATIS.
    A presto.
    Gabriele

  6. Antonio Posta dice:

    Salve, effettivamente questo vs. articolo mi ha aiutato ad avere le idee più chiare.
    Se posso dare il mio contributo, voglio segnalare un programma gratis che oltre ad inviare le fatture elettroniche, gestisce appieno la contabilità, le conserva e le archivia.
    Tutto rigorosamente gratis.
    il link è: dsga.altervista.org/fatturazioneaziende

  7. Nick dice:

    Complimenti per l’articolo. Molto concreto e chiaro. Vorrei proporre alla vostra attenzione un software gratuito per la fatturazione alla PA. Lo trovate su softwaresemplice.it. Si attiva istantaneamente ed è immediato nell’utilizzo.
    Grazie!

    • Gabriele Carniani dice:

      Carissimo Nick

      Grazie per il post,
      e per i complimenti.

      Anche se
      non credo di meritarli appieno.

      Una precisazione
      il software che segnali
      NON E’ GRATUITO.

      A presto

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