Crediti formativi e formazione continua geometri: il regolamento 2015-2017.

Sei a caccia di crediti formativi?
Sei preoccupato dalla formazione continua?
Sei alla ricerca di seminari, corsi e convegni (possibilmente gratuiti)?
Fai bene.
Non smettere di cercare.
Nè – tanto meno – di aggiornarti.

Ma ricorda:
le regole a volte cambiano.

Per gli iscritti all’albo dei geometri e dei geometri laureati, il regolamento è cambiato nel 2014, e anche nel 2017.

Qui scopri le novità del nuovo regolamento per la formazione professionale dei geometri 2018-2020.


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 1. Cos’è la formazione professionale continua?


Bisogna ammetterlo.
Per chi (come me), è uscito da scuola nel millennio scorso, la professione è cambiata in maniera radicale.
Ed il fenomeno non accenna a rallentare.
Anzi accelera continuamente, e in maniera esponenziale.

Le nozioni apprese sui banchi di scuola, oggi sono in gran parte superate.
Anche le più basilari.
Tanto che il nostro buon senso ci impone di aggiornarci continuamente.
Spulciando leggi, circolari, e regolamenti, quasi ogni giorno.
E lottando costantemente con le novità di un mondo professionale, che è in continua evoluzione.
Ma – purtroppo – non tutti i colleghi sono animati da questo senso di responsabilità.

E allora?
Quando il buon senso comincia a mancare, ci vogliono le regole.


 2. Cosa sono i crediti formativi obbligatori?


Questo principio – impensabile anni or sono – oggi è sempre più attuale.
Ed è visto da molti come un problema in più.
Proviene – manco a dirlo – da direttive europee.
E molti ordini, collegi e associazioni professionali, si sono adeguati da tempo.
Tra i primi – se non sbaglio – vi furono i commercialisti ed i periti.
E anche i geometri, intorno al 2007.
Durante i primi anni era “solo” un dovere deontologico.
Ma non c’è voluto molto per dare forza a questo nuovo principio.
E’ bastata una legge del 2012, a dir poco perentoria.
La legge di riforma delle professioni; che cambia volto all’obbligatorietà dei Cfp, introducendo persino il concetto di illecito professionale.



 3. Come funziona la formazione continua dei geometri?

Il consiglio nazionale dei geometri la introdusse già nel codice deontologico e nel regolamento per la formazione continua, entrambi del 2007.
Poi apportò lievi modifiche con il regolamento emanato nel 2009.
Rimasto in vigore sino alla fine del 2014.


Il numero minimo di crediti formativi professionali (Cfp), cambiava a seconda dell’anzianità di iscrizione all’albo. Ed erano previsti: un minimo annuo ed un minimo nel quinquennio.
Il quinquennio – però – è finito da un bel po’.

Infatti l’obbligo partiva dal primo gennaio 2010, il tempo è passato, ed i cinque anni hanno portato alla fine del 2014.

E dal 2015?




 4. Come funzionava il regolamento per i geometri 2015-2017?


L’obbligo della formazione professionale rimane, e non potrebbe essere altrimenti. Ce lo confermava il regolamento emanato ad agosto 2014. In largo anticipo rispetto all’avvio, del primo gennaio 2015.
Ma quali erano le novità?




 5. Quali erano le principali novità per i Cfp dei geometri 2015-2017?


Ad una rapida scorsa il regolamento attuale è senz’altro più semplice del precedente. Per lo meno per la questione dei minimi da raggiungere.

Niente tabelle, niente verifiche e calcoli strani, niente scaglioni, e l’anzianità non conta.
In tre anni devi conseguire un minimo di sessanta crediti
formativi
(anche se – di questi – solo 24 possono essere relativi a convegni e seminari).


Viene poi regolamentata l’organizzazione degli eventi.
Ed apportate altre modifiche che investono in maniera marginale il geometra libero professionista.
Come il Curriculum Professionale Certificato (Cpc) sulla formazione professionale, consultabile direttamente on line.



 6. Come ottenere 60 crediti in tre anni? 


A qualcuno i crediti da conseguire sembreranno troppi.
Ma non dovrebbe essere difficile onorare questo impegno, se ti metti a fare due conti.

Infatti:

  • se ti occupi di sicurezza cantieri devi per forza fare 40 ore di aggiornamento ogni cinque anni,
  • se sei iscritto all’elenco del Ministero degli Interni per la prevenzione incendi, altre 40 ore obbligatorie in cinque anni,
  • se hai l’amministrazione di qualche condominio devi fare almeno 15 ore all’anno,
  • se sei mediatore o conciliatore devi fare almeno 16 ore nel biennio,
  • e tra un po’, se vorrai continuare a fare le valutazioni immobiliari, dovrai (secondo l’Uni) completare 60 crediti formativi nel triennio; partecipando a lezioni riconducibili alla valutazione immobiliare.

Riprendere dimestichezza con la formazione non fa così male.
Anzi.
E’ meglio ricominciare a studiare sin d’ora, infatti i geometri dovranno tornare a scuola entro il 2025 (forse) .




 7. A cosa servono i crediti formativi professionali?


L’abbiamo detto.

La formazione continua è utile per rinforzare le conoscenze del professionista, e per apprendere le novità del suo operare.
E l’aggiornamento professionale è un dovere deontologico.

Per alcuni seminari, convegni e corsi (anche online), vengono assegnati dei crediti.
Quindi i crediti professionali servono anche ad evitare multe, sanzioni, ed altre spiacevoli conseguenze.



 8. Che succede se mancano i crediti?


Dunque.
I conti si fanno alla conclusione del triennio.
E se manca qualche Cfp?

Per le sanzioni non ci sono direttive.
Per adesso.

Ma attenzione. 
Le pene devono per forza essere previste. 
La legge di riforma delle professioni lo dice espressamente.

Per cui prima o poi arriveranno.

Un esempio emblematico può essere quello che è successo agli architetti.
Il Consiglio nazionale ha stabilito quali fossero le sanzioni quattro mesi prima della scadenza del triennio (fine 2016).
E per gli architetti che non sono in regola con la formazione continua sono state previste sanzioni che arrivano persino alla sospensione dall’Albo


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© 2014-2018 Gabriele Carniani – Riproduzione riservata

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