Crediti formativi e formazione continua geometri: il regolamento 2015-2017.

Sei a caccia di crediti formativi?
Sei preoccupato dalla formazione continua?
Sei alla ricerca di seminari, corsi e convegni (possibilmente gratuiti)?
Fai bene.
Non smettere di cercare.
Nè – tanto meno – di aggiornarti.

Ma ricorda:
le regole a volte cambiano.

Per gli iscritti all’albo dei geometri e dei geometri laureati, il regolamento è cambiato nel 2014, e anche nel 2017.

Qui scopri le novità del nuovo regolamento per la formazione professionale dei geometri 2018-2020.


2014-08-19 image credit fotorack.net - formazione professionale continua - crediti formativi - studiopcg - consulenze immobiliari in firenze - pezzoli e carniani geometri (2)

 1. Cos’è la formazione professionale continua?


Bisogna ammetterlo.
Per chi (come me), è uscito da scuola nel millennio scorso, la professione è cambiata in maniera radicale.
Ed il fenomeno non accenna a rallentare.
Anzi accelera continuamente, e in maniera esponenziale.

Le nozioni apprese sui banchi di scuola, oggi sono in gran parte superate.
Anche le più basilari.
Tanto che il nostro buon senso ci impone di aggiornarci continuamente.
Spulciando leggi, circolari, e regolamenti, quasi ogni giorno.
E lottando costantemente con le novità di un mondo professionale, che è in continua evoluzione.
Ma – purtroppo – non tutti i colleghi sono animati da questo senso di responsabilità.

E allora?
Quando il buon senso comincia a mancare, ci vogliono le regole.


 2. Cosa sono i crediti formativi obbligatori?


Questo principio – impensabile anni or sono – oggi è sempre più attuale.
Ed è visto da molti come un problema in più.
Proviene – manco a dirlo – da direttive europee.
E molti ordini, collegi e associazioni professionali, si sono adeguati da tempo.
Tra i primi – se non sbaglio – vi furono i commercialisti ed i periti.
E anche i geometri, intorno al 2007.
Durante i primi anni era “solo” un dovere deontologico.
Ma non c’è voluto molto per dare forza a questo nuovo principio.
E’ bastata una legge del 2012, a dir poco perentoria.
La legge di riforma delle professioni; che cambia volto all’obbligatorietà dei Cfp, introducendo persino il concetto di illecito professionale.



 3. Come funziona la formazione continua dei geometri?

Il consiglio nazionale dei geometri la introdusse già nel codice deontologico e nel regolamento per la formazione continua, entrambi del 2007.
Poi apportò lievi modifiche con il regolamento emanato nel 2009.
Rimasto in vigore sino alla fine del 2014.


Il numero minimo di crediti formativi professionali (Cfp), cambiava a seconda dell’anzianità di iscrizione all’albo. Ed erano previsti: un minimo annuo ed un minimo nel quinquennio.
Il quinquennio – però – è finito da un bel po’.

Infatti l’obbligo partiva dal primo gennaio 2010, il tempo è passato, ed i cinque anni hanno portato alla fine del 2014.

E dal 2015?




 4. Come funzionava il regolamento per i geometri 2015-2017?


L’obbligo della formazione professionale rimane, e non potrebbe essere altrimenti. Ce lo confermava il regolamento emanato ad agosto 2014. In largo anticipo rispetto all’avvio, del primo gennaio 2015.
Ma quali erano le novità?




 5. Quali erano le principali novità per i Cfp dei geometri 2015-2017?


Ad una rapida scorsa il regolamento attuale è senz’altro più semplice del precedente. Per lo meno per la questione dei minimi da raggiungere.

Niente tabelle, niente verifiche e calcoli strani, niente scaglioni, e l’anzianità non conta.
In tre anni devi conseguire un minimo di sessanta crediti
formativi
(anche se – di questi – solo 24 possono essere relativi a convegni e seminari).


Viene poi regolamentata l’organizzazione degli eventi.
Ed apportate altre modifiche che investono in maniera marginale il geometra libero professionista.
Come il Curriculum Professionale Certificato (Cpc) sulla formazione professionale, consultabile direttamente on line.



 6. Come ottenere 60 crediti in tre anni? 


A qualcuno i crediti da conseguire sembreranno troppi.
Ma non dovrebbe essere difficile onorare questo impegno, se ti metti a fare due conti.

Infatti:

  • se ti occupi di sicurezza cantieri devi per forza fare 40 ore di aggiornamento ogni cinque anni,
  • se sei iscritto all’elenco del Ministero degli Interni per la prevenzione incendi, altre 40 ore obbligatorie in cinque anni,
  • se hai l’amministrazione di qualche condominio devi fare almeno 15 ore all’anno,
  • se sei mediatore o conciliatore devi fare almeno 16 ore nel biennio,
  • e tra un po’, se vorrai continuare a fare le valutazioni immobiliari, dovrai (secondo l’Uni) completare 60 crediti formativi nel triennio; partecipando a lezioni riconducibili alla valutazione immobiliare.

Riprendere dimestichezza con la formazione non fa così male.
Anzi.
E’ meglio ricominciare a studiare sin d’ora, infatti i geometri dovranno tornare a scuola entro il 2025 (forse) .




 7. A cosa servono i crediti formativi professionali?


L’abbiamo detto.

La formazione continua è utile per rinforzare le conoscenze del professionista, e per apprendere le novità del suo operare.
E l’aggiornamento professionale è un dovere deontologico.

Per alcuni seminari, convegni e corsi (anche online), vengono assegnati dei crediti.
Quindi i crediti professionali servono anche ad evitare multe, sanzioni, ed altre spiacevoli conseguenze.



 8. Che succede se mancano i crediti?


Dunque.
I conti si fanno alla conclusione del triennio.
E se manca qualche Cfp?

Per le sanzioni non ci sono direttive.
Per adesso.

Ma attenzione. 
Le pene devono per forza essere previste. 
La legge di riforma delle professioni lo dice espressamente.

Per cui prima o poi arriveranno.

Un esempio emblematico può essere quello che è successo agli architetti.
Il Consiglio nazionale ha stabilito quali fossero le sanzioni quattro mesi prima della scadenza del triennio (fine 2016).
E per gli architetti che non sono in regola con la formazione continua sono state previste sanzioni che arrivano persino alla sospensione dall’Albo


 Se vuoi approfondire.

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12 risposte a Crediti formativi e formazione continua geometri: il regolamento 2015-2017.

  1. Aminta dice:

    Davvero bell’articolo, grazie!!

    Visto che è cambiato il regolamento qualcuno sa dirmi perché ho perso tutti i crediti maturati dal 2013 al 2014?

    Inoltre, non mi è chiara una cosa, come vengono accreditati questi crediti? Prima seguivo un corso, seminario ecc, mandavo il programma e l’attestato al collegio e loro facevano il resto ora? Frequento un corso e poi che devo fare? Vorrei sapere tutte le casistiche possibili…

    • Gabriele Carniani dice:

      Carissima Aminta
      Grazie per il post

      Hai perso i crediti ante 2015?
      Hmm.
      Sarebbe un bel problema.
      Prova a richiedere il CURRICULUM PROFESSIONALE CERTIFICATO.
      Lì ci dovrebbero essere.

      Fai così:
      entra nel SINF (scorri in alto, in questa web page c’è il link)
      Clicca su “Crediti Formativi”.
      E poi sull’icona sotto alla scritta “CPC”.

      Per l’altra domanda dai un’occhiata agli altri link:
      quello del regolamento
      e quello delle faq.

      Grazie ancora.
      A presto.
      Gabriele Carniani

      • Aminta dice:

        Grazie Gabriele per la risposta,
        sotto CPC sono segnati tutti i corsi ma nel libretto sono a 0 crediti maturati!
        Vi sembra possibile?

        Già non amo questa cosa della formazione perdere pure il regresso mi pare una cosa assurda!!

        Avevo già letto il regolamento e FAQ ma proprio non mi è chiaro come funziona.

        In teoria se seguo un corso organizzato dal mio collegio di appartenenza pensano loro a tutto.

        Ma se seguo un corso organizzato da un’altro collegio?

        Se seguo un corso organizzato da un ente con il patrocinio di un qualsiasi collegio?

        Vorrei sapere in parole povere come funziona….

        • Gabriele Carniani dice:

          Carissima
          Poniamo che ti iscrivi a un seminario organizzato da qualcun altro
          Mandi il programma al tuo collegio
          Chiedendo che lo mettano nel sinf
          Poi mandi loro l’attestato di frequenza
          E il gioco è fatto

          Però
          Se l’argomento è lontano dalle tue competenze
          Non lo possono mettere nel sinf.

          Io faccio così
          A volte funziona
          Altre no

          Grazie
          A presto
          Gabriele carniani

  2. Alessio Ferrari dice:

    L’articolo è diretto, semplice e molto chiaro davvero, peccato non si possa dire altrettanto della legislatura che regolamenta noi geometri… personalmente credo sia la solita presa in giro o se volete il solito business mascherato; ho frequentato un corso di rendering 3D privatamente per conto mio (tra l’altro pagato profumatamente) presso una società di formazione e quando poi ho fatto richiesta al mio collegio per sapere se potevano riconoscermi dei CFP ho scoperto che me ne attribuivano 1 ogni 4 ore di corso… normalmente ragionando, speravo venisse in qualche modo “premiata” la volontà di aggiornarmi su argomenti che di fatto mi servono realmente nel mio lavoro, piuttosto che partecipare (come spesso tanti fanno) a seminari che interesano “zero” ma che si frequentano giusto sullo scadere dei termini impostici, per racimolare quei crediti che ancora ci mancano per raggiungere il minimo.Si in effetti a questo punto potevano affibbiarci un’altra tassa e basta… se non altro sarebbe stata più “sincera”

  3. Andrea dice:

    Con la vecchia legge ogni 4 ore di corso al collegio mi davano 4 crediti circa.
    Adesso con 4 ore di corso me ne danno 2 in qualche caso 1 e addirittura dei corsi con 0 crediti.
    A me sembra che siano fuori di testa e che i geometri che restituiscono il timbro siano già tanti…. non sarà il caso di invertire la rotta?
    Oppure qualcuno pensa che con questo andazzo saranno garantite le pensioni?

  4. MASSIMO ZUCCHIATTI dice:

    pensare che per mestiere faccio il FORMATORE (geometra) e che acquisto più crediti come allievo che come RELATORE o FORMATORE…dovrò iscrivermi a molti corsi tenuti da…ME STESSO !
    valgo di più come discente che come docente !
    …non aggiungo altro

  5. Naty dice:

    Non riesco a capire perché facendo dei corsi a pagamento si hanno più crediti e facendo lo stesso corso non a pagamento i crediti non sono gli stessi, eppure mi danno le stesse notizie, io credo che aggiornarsi è importante e non mi deve venir imposto con un tot di crediti, ma visto sotto questo aspetto è solo un’altra tassa, quindi non facciamo i belli, si applichi un’altra tassa generica e facciamola finita con questi raggiri.
    mi permetto di far notare che l’edilizia è in crisi profonda, il nostro lavoro di più, quindi in questi periodo i corsi dovrebbero essere tutti gratis o quasi per venirci un po’ in contro e non UCCIDERCI ulteriormente.

    Grazie

    • Gabriele Carniani dice:

      Naty
      grazie per il post

      per continuare sulla vena polemica
      bisogna considerare
      che le spese per i corsi
      non sono detraibili
      e nemmeno deducibili (solo il 50%!)

      speriamo che qualcosa migliori
      a presto
      Gabriele Carniani

  6. massimo zanon dice:

    articolo interessante. Poche parole ma chiare , soprattutto per farmi capire che ogni innovazione normativa mi lascia sempre qualche fregatura !!!! Per quanto mi riguarda erano sufficienti 16 crediti annui ora devo arrivare a 20 !!!!! Penso che continuerò a seguire il vs. sito. Saluti.

    • Gabriele Carniani dice:

      Carissimo Massimo Zanon
      sì hai ragione
      ma per quattro crediti in più all’anno…

      mettiti un po’ nei panni di un neo-iscritto,
      che ne doveva fare più di trenta all’anno.

      anni sui banchi di scuola,
      un po’ di tirocionio,
      il corso prima dell’esame di stato,
      e poi di nuovo a prender lezioni…
      (il più delle volte a pagamento)

      grazie del post
      a presto
      Gabriele Carniani

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